07 ottobre 2017

Benedizione del viaggiatore

Possa la strada venirti incontro
Possa il vento essere sempre a tuo favore
Possa il sole splendere sempre sul tuo viso
E le piogge cadere lievi sui tuoi campi
E finché non c’incontreremo ancora, possa Dio tenerti nel palmo della sua mano.

16 agosto 2017

Di tempi (e parti, o partenze) lontani

Oggi è il compleanno di mia zia, la sorella di mia mamma.
Le chiedo: "Mamma, ma la zia è nata a casa?"
"Sì, lei è nata a casa, io sono nata a casa, mio fratello è nato a casa. Ai tempi tutti nascevamo a casa"
Mia mamma aveva 10 anni quando è nata mia zia. Sua mamma, mia nonna, le disse "Vai a chiamare la levatrice" (nel racconto si imbroglia e la chiama "lavatrice", buffo dato che in effetti mentre me lo racconta la lavatrice sta andando).
Così lei va e le dice, testuali parole: "Mamma sta partendo".
Per fortuna la levatrice sa, e accorre subito.
Lei e suo fratello si mettono allora a giocare sui sacchi di grano che tenevano in casa, perché lo vendevano. Fuori c'era il temporale.
A un certo punto una fiammata entra in casa. Dice che era un fulmine, ha fatto un boato tremendo ma nulla ha preso fuoco.
Racconti.

05 luglio 2017

La mia fiducia nel mondo

Ieri era lunedì ed era partita già male.
Il lunedì ci sono più chiamate, forse la gente cova rancore di domenica e quindi succede che sei tempestato di cose, richieste, problemi.
Ieri sera sarei dovuta uscire e le opzioni erano andare a piedi o prendere il bus. Avevo scartato l'opzione di "farmi venire a prendere" perché sono orgogliosa e perché non voglio che le persone mi scortino in giro.
Ora fa buio tardi, posso uscire tranquilla alle 20 col sole e godermi la passeggiata. O il bus.
Ho infatti optato per quest'ultimo.

Con il bot su telegram ho visto che il 57 sarebbe passato di lì a poco così vado alla fermata e il 57 in effetti passa, passa sì e non si ferma perché diretto al deposito.

Così cammino a piedi verso un'altra fermata dove passa un altro bus, il 27, che passa ma fa corsa limitata e mi lascia un po' prima di dove dovrei scendere.
In mano ho anche una scatolina di cartone con una torta dentro e quando scendo comincio a camminare, ascoltando musica, col cellulare in mano. Come sempre.

Peccato che quasi arrivata a destinazione un ragazzotto mi strappa di mano il cellulare e comincia a correre. Pare strano ma sono rimasta basita (F4) e sconcertata. Penso anche di aver gridato "Ehi, ma stai scherzando, vero?".

Nel frattempo un ragazzotto di colore dal balcone mi invita a seguirlo verso i giardini, ma poi penso: che faccio una volta trovato, se trovato? Mi faccio rubare anche lo zaino con dentro la macchina fotografica?

Quindi non corro, cammino nella direzione indicata dal ragazzotto ma torno presto indietro. Con il servizio find your phone di Android (per fortuna avevo attivato la geolocalizzazione sul telefono) guardo anche dove è situato ma siamo sempre lì, sono totalmente impotente.
Anche lo denunciassi la polizia non farebbe irruzione in un palazzo per prendere il mio telefono e se andassi di persona probabilmente mi riderebbe in faccia.
Così blocco la SIM, blocco il telefono, da remoto chiedo la cancellazione dei dati e mi accingo all'acquisto di un nuovo telefono.

Peccato, ci ero affezionata. A novembre/dicembre avrebbe compiuto 3 anni, non mi ha quasi mai dato problemi ed era un telefono perfetto.

E non mi sono arrabbiata, ci sono solo rimasta un po' male: è stata una situazione nuova ma penso di averla gestita, comunque, bene.

Oggi o domani dovrebbe arrivarmi il Huawei P9. Ho scelto quello al posto del P9 plus per due ragioni: il costo inferiore (si tratta ormai di un modello non recentissimo, sono usciti il P10 e il P10 plus) e perché non ha lo schermo AMOLED che non amo particolarmente.

Lo puntavo da tempo e anche se questa spesa imprevista non ci voleva (lunedì parto per Berlino con mia nipote, non ho ancora ricevuto il primo stipendio e i soldi del lavoro in Franciacorta chissà quando arriveranno) ho l'occasione di usare questa fantomatica doppia fotocamera Leica (sarà vero? Mha) che ha fatto cambiare sponda anche al mio amico fissato con gli iPhone il quale ha optato per questo modello dopo aver provato tutti gli smartphone della casa Apple.

E ora? Ora ho ripristinato il mio Nokia N70. Uso SMS e chiamate e Telegram da computer. Si sta caricando attaccato alla corrente ed è lentissimo ma ancora funzionale (tranne il riavvio spontaneo ogni tanto ma va bhe, è vecchiotto e ci sta).

La mia fiducia nel mondo non vacilla, certo, mi hanno rimproverato la leggerezza di andare in giro col cellulare in mano ma è una cosa che posso sistemare. Torino non è Cömo, certo, ma non è nemmeno la città più pericolosa al mondo. Al fantomatico Balôn non mi è mai capitato nulla e comunque in 36 anni di vita non ho avuto abbastanza furti da ritenere di poter diventare paranoica.

http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/ho-portato-la-macchina-far-sostituire.html
nel post precedente scrivo: http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/quando.html e non ricordo assolutamente di essere mai andata in stazione con i tacchi a spillo.

In ogni caso vedo che la mia filosofia non è cambiata in questi anni, cerco sempre di pensare "meno male che non è capitato questo, tutto sommato è andato bene"


22 giugno 2017

Carla e la tempesta

Ieri una mia collega mi ha chiesto come mai sorridessi sempre.
"È che sono brava a nascondere".

In effetti sì, passo notti in cui mi addormento tra le lacrime, mi sveglio e riattacco. Io, che non piango mai.
Sono una sfinge, come dice C, ma ho una sensibilità particolare.

Mi rendo conto solo oggi che sto attraversando una tempesta e sto costringendo le persone che ho attorno ad attraversarla con me.

19 giugno 2017

La scuola è finita
Andate in pace.

Questo weekend appena passato è stato l'ultimo ufficiale di scuola. Dopo più di un anno passato a vivere a Firenze un weekend ogni due tra corse, treni, risate, bevute, separazioni, arrancamenti, fotografie belle e orrende, chiacchierate tra amici, compagni e (spero) futuri colleghi mi trovo ora a tirare le somme di questo anno scolastico e fare i dovuti ringraziamenti.
Le persone non sono assolutamente in ordine di importanza, per me è necessario semplicemente ricordare cosa ognuno ha fatto per me, direttamente o indirettamente, per portare a termine la scuola.

Amici latinos: dentro ci metto tutti, anche i non latinos perché il mio cuore è del Sud. Perché mi avete ricordato come gioire delle piccole cose, perché se è risolvibile non è grave.
La mia piccola cattiveria in formato concentrato, Tahio, perché l'ho adorata dal primo istante per la sua ironia, la sua spontaneità e perché mai si è negata quando avevo bisogno.
Flap per quella volta che ci siamo messi tutti a piedi nudi seduti sul lungolago (prendendoti come esempio, ovviamente). La libertà è fatta di queste piccole cose. E perché mi hai proposto come fotografa quando c'è stato bisogno, hai alimentato lo sblocco delle mie paure.
AlessanFro: il mio rude tatuato con il cuore di panna, che non ama essere abbracciato ma c'è quando ho avuto bisogno. Alcuni tuoi consigli sono stati utili anche se io sono sempre la tua amica inutile (dai capelli colorati).
Àlvaro: la tua creatività è sorprendente e anche se capisco la metà di quello che dici (lo sai che scherzo - "risposta incomprensibile") la tua aggiunta al gruppo è stata fondamentale. Sai più cose tu di fotografia di quante ne so io alla fine della scuola e sarai sempre una fonte inesauribile di spunti per me. Grazie.

Amici torinesi, mi avete aiutata in questo difficile ritorno.
Gigi, sai quanto sei importante per me. Mi hai aiutata a ridere, ad andare in bici (ehm), a tornare in pattini. Mi hai rimesso in mano il basso e mi hai sorretta in tutto questo periodo. Posso tranquillamente dire che se non sono troppo stanca da tutto è perché mi hai praticamente portata in braccio per tutto questo tempo. Sono cose che non scorderò mai: la tua dolcezza potrebbe salvare il mondo (ora puoi tornare a fare il cattivo e arrabbiato metallaro, vai). Grazie per aver guardato le mie foto con le emozioni e senza la tecnica, perché quest'ultima si può applicare con il tempo e l'impegno ma se in una foto non c'è emozione non c'è nulla. Lorenzo, hai il potere di farmi ridere di gusto e in maniera sguaiata. Hai pubblicato mie foto che non erano stupende ma credi in me e questa è una cosa bellissima. E grazie a entrambi per il trasloco. Non so come avrei fatto senza di voi.
Ragno B, che mi sei venuta a prendere a Cömo replicando il viaggio fatto 6 anni prima dalla Toscana a Firenze. Per fortuna non è stata l'esatta replica e il ritorno ha avuto un sapore alla Thelma e Louise ma con lieto fine. Sei con me dalle elementari e ti voglio più bene di quanto riesca a dimostrarti.

Cristiano, un capitolo a parte, il mio mentore. Dietro quel guscio da orso si nasconde un occhio sensibile e attento, non solo per le foto. Ti ringrazio, mille e anche più volte, per aver criticato le mie foto nel bene e nel male, per avermi aiutato mettendoci del tuo senza mai chiedere nulla in cambio e per avermi dedicato tempo, la cosa più preziosa che abbiamo.

Amici fiorentini, Marco, Giada, Gianni, Laura, Germana, Steno. Non vi siete tirati indietro quando ho avuto bisogno di ospitalità a Firenze, una volta tornata a Torino senza lavoro e con pochi soldi. Avete ascoltato con interesse i miei racconti sulla scuola, abbiamo condiviso bellissime serate e mi avete persino portata a mangiare un'ottima fiorentina come avevo promesso di fare a termine dell'anno scolastico. Mi avete convinta a portare a termine la scuola nonostante io stessi quasi per mollare ("Tanto non mi serve il diploma, dai") e devo dire che è stato un ottimo consiglio.

Compagni di classe. Il confronto con voi è stato un terrore quasi paralizzante all'inizio, eppure il mio pragmatismo mi ha portato in là e le nostre discussioni sulle foto, sui progetti e sul futuro mi hanno fatto migliorare tantissimo. Con quasi tutti ho stretto un rapporto incredibile e soprattutto con i ragazzi del B&B (che abbiamo occupato praticamente tutti insieme) le storie si sono intrecciate, le confidenze ingarbugliate e alla fine, sì, siamo diventati amici. Daniela, come avrei fatto senza di te? Sapevi cosa dirmi e quando dirlo e ogni volta che mi hai chiesto un consiglio fotografico o un consulto è per me stata una pietrolina di autostima in più.
Grazie.

Professori! Per voi un capitolo a parte ma SOLO una volta completato l'esame, suvvia, non mi voglio conquistare voti a caso.

Familiari, Madre e sorellanza, cosa posso dire che non possiate già sapere?

Ultimo nell'elenco ma assolutamente primo in ordine di importanza, Fry, ovvero Iolao.
Iolao senza di te non sarebbe stato possibile nulla di tutto ciò. Quasi in lacrime ti avevo parlato di questo sogno tenuto nel cassetto da quando vivevamo a Bologna perché temevo lo reputassi un sognomatto, un altro dei miei, una cosa da fare a metà come tutto il resto. Invece no, mi hai appoggiata, eri entusiasta almeno come me all'inizio anche se ti ho chiesto di rimanere in disparte, di non darmi consigli perché non volevo che mi influenzassi e non volevo fare cose solo per compiacerti.
Hai creduto tanto in me, mi hai permesso di lasciare il lavoro e di dedicarmi solo alla scuola.
Sono cose che non potrò mai dimenticare.

Vi amo, vi amo, vi amo fortemente tutti.

Se ho scordato qualcuno non fatemene una colpa: la mia memoria non è grande come il mio cuore.

Canzone del giorno: Amen Dunes Song to the Siren

31 maggio 2017

La mia rubrica: lenti a contatto (di merda)
Le Mensili di Salmoiraghi

Dato che finora non ci ha pensato nessuno e ogni volta che cambio lenti (mi succede sempre perché non ricordo quali lenti ho acquistato in precedenza) mi capita di indossare lenti a contatto di merda che mi devastano gli occhi, eccomi qui, sperando che possa essere utile a qualcuno.

contents: 60% XC (omafilcon A 40%, H2O 60%)
Trattasi di lenti mensili: le preferisco come tipologia di lenti perché le giornaliere sono troppo morbide e a fine giornata mi danno fastidio e le bisettimanali costano tanto per la resa finale.

Allora: lenti prese a caso, come sempre.
A una prima occhiata si presentano morbide, troppo morbide, quasi al pari di lenti giornaliere, lievemente bluastre.
Metterle senza accartocciarle è impossibile.
Spesso appena indossate sono già poco confortevoli ma il peggio lo danno dopo appena qualche ora. Si seccano da matti (e non soffro di secchezza oculare) e l'unica cosa che vorresti fare è strapparti gli occhi dalle orbite.
Per me è assolutamente no. Stamani le ho messe, sono uscita, dopo 3 ore le ho dovute togliere che mi davano già fastidio (lenti messe per la prima volta, quindi nuove, 7 giorni fa appena). Le ho rimesse intorno alle 14, alle 16 mi sembrava di avere già sabbia negli occhi.

Non mi pare nemmeno fossero le più costose: sul sito le danno a 17,90 euro la confezione che comprende 3 lenti.

Quindi sono ben felice di disfarmene completamente tra un paio di settimane, dato che è già il terzo mese che ci soffro.
Alle prossime lenti!

Se solo.

Siamo in montagna, fa freddo e c'è la neve. Siamo venuti qui perché Giorgio Clunei ci stava costruendo una villa ma poi ha interrotto i lavori e nessuno sa perché.
Mi inviti ad andare a curiosare, ma non siamo soli. È pieno di curiosi che gironzolano in questa sorta di cantiere aperto.
Ci arrampichiamo su quello che dovrebbe essere il primo livello della casa: non ci sono altre cose costruite. Forse sono i garage, non so.
Decidiamo di spingerci oltre e ci arrampichiamo sul lato della montagna fino a quando la parete, nevosa e scivolosa, non diventa quasi verticale.
Te lo faccio notare ma non faccio in tempo a finire la frase che scivoliamo giù e non capisco nulla finché non riapro gli occhi e non ci sei più.
Ti cerco per i monti al freddo, alla neve. Urlo il tuo nome ma non ci sei.
Ti scrivo su WhatsApp ma non rispondi.
Non so davvero che fare.
Chiedo alla mia amica dove posso trovare un Pronto Soccorso lì vicino, mi spiega che posso andare ad Agliè.
Vado lì e parlo con una dottoressa, le spiego la situazione. Ma lei si arrabbia con me, non saremmo dovuti andare in quel posto. Continuamente gente si fa male andando a curiosare lì, siamo stati irresponsabili. Però no, tu non sei lì, non sei stato portato in quel posto.
Intanto cala il buio e io non so davvero cosa fare: mi arriva un tuo messaggio, quasi a riprovero di quanto ti ho scritto io, preoccupata.
Sei in via Roma, a Torino, in un ospedale.

Rimango sbalordita, io così preoccupata. Tu assolutamente indifferente. Se solo mi avessi scritto prima non mi sarei quasi smarrita nei boschi. Se solo tu avessi risposto non mi sarei così preoccupata.
Se solo.

29 maggio 2017

Ritorno all'ovile

Sono tornata all'ovile.
Nella prima capitale d'Italia, in questa città barocca che mi ha cresciuta.

Sono tornata gianduiotta.

Il 14 marzo per la precisione. Poi ho fatto le scatole a fine marzo e a inizio aprile ho portato tutto via.
Ovviamente non si porta mai via tutto di sé da un luogo, si spargono anche apposta piccole parti in modo che rimanga un po' di ricordo.

Sarebbe un peccato scordare, sarebbe un peccato essere scordati.